Tappa: Johannishütte - Eisseehütte

Proseguiamo il nostro cammino attraverso l'affascinante mondo alpino: dal rifugio Johannishütte si cammina in direzione Kreuzspitz-Höhenweg, inizialmente attraverso verdi pascoli rigogliosi, poi attraverso terreno roccioso. In questo tratto si può anche tentare una puntatina alla "Kreuzspitze", con la sua vista mozzafiato sul Großvenediger. Il magnifico profilo e gli scorci sulle vette glaciali circostanti ripagano della lunga salita. Il sentiero dell'Aquila, tuttavia, prosegue fino al rifugio Sajathütte, il "castello tra i monti". La meta della tappa, il ben più modesto ma altrettanto accogliente rifugio Eisseehütte, è ancora un po' lontana.

(c) Fabian Pimminger
(c) Fabian Pimminger
(c) Fabian Pimminger
L'occhio dell'aquila

È bello, quando si fa un'escursione, avere davanti a noi il mondo alpino dei ghiacciai. La „deviazione“ via la Kreuzspitze vale la pena per il panorama sul Großvenediger particolarmente bello.

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La sfida dell'aquila

Lo Schernesschaft si estende tra il rifugio Johannishütte e il rifugio Sajathütte, e costituisce un passaggio esposto che richiede assoluta assenza di vertigini e passo sicuro. Anche il passaggio della gola Schernersschlucht è altrettanto spettacolare.

La storia dell'aquila

I pascoli di montagna intono al rifugio Sajathütte. La Knappenspitze, ovvero la cima dei minatori, testimonia che in questo territorio intorno al Sajathütte veniva praticata l'attività mineraria, in particolare l'estrazione di minerale di rame. I minatori che vi lavoravano erano uomini che avevano già finito il tirocinio. Il rifugio Sajathütte a 2.600 metri risale a più tardi, dato che i lavori di costruzioni iniziarono soltanto nel 1974. I proprietari, la famiglia Kratzer, aveva mietuto l'erba su questi pascoli nascosti e completamente isolati da diverse generazioni per poter disporre di fieno. Conoscevano quindi i pericoli della zona e sapevano quali fossero le parti meno esposte a frane, smottamenti e valanghe. E fu proprio lì che edificarono questo rifugio che divenne ben presto un'apprezzata meta per gli escursionisti. Il numero dei visitatori crebbe talmente che nel 1977 e nel 1985 furono fatti interventi di ampliamento. Per tanti anni gli escursionisti furono ospiti della famiglia fino al 21 aprile 2001, quando la forza devastante della natura travolse e distrusse il rifugio con una valanga. La famiglia Kratzer, tuttavia, non si diede per vinta e con l'appoggio di molti e una raccolta fondi edificarono il loro "Castello tra i monti".

Sentiero dell'Aquila - Tappa O2: rifugio Johannishütte – rifugio Eisseehütte

Altitudine:
1020m
Lunghezza del:
10km
Tempo:
7:30h

Proseguiamo il nostro cammino attraverso l'affascinante mondo alpino: dal rifugio Johannishütte si cammina in direzione Kreuzspitz-Höhenweg, inizialmente attraverso verdi pascoli rigogliosi, poi attraverso terreno roccioso. In questo tratto si può anche tentare una puntatina alla "Kreuzspitze", con la sua vista mozzafiato sul Großvenediger. Il magnifico profilo e gli scorci sulle vette glaciali circostanti ripagano della lunga salita. Il sentiero dell'Aquila, tuttavia, prosegue fino al rifugio Sajathütte, il "castello tra i monti". La meta della tappa, il ben più modesto ma altrettanto accogliente rifugio Eisseehütte, è ancora un po' lontana.

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